L’olio extravergine d’oliva pugliese non è solo un prodotto alimentare, ma molto di più. La sua importanza in termini economici si fonde con un forte valore simbolico e storico. Le piante di ulivo, moltissime secolari, offrono al paesaggio pugliese, da nord a sud, dalla campagna fino al mare, tratti distintivi unici. Tutto evidenzia la valenza sociale e culturale del prodotto olio extravergine, la sua utilità collettiva, anche nella salvaguardia dell’ambiente e del paesaggio, nonché il suo contributo alla qualità della vita.
I numeri del primato italiano della regione sono schiaccianti. La Puglia è la prima regione in Italia quanto a ettari coltivati e produzione: rispettivamente 378.000 ha e 102.142 t prodotte per la campagna olearia 2016/2017. Infine 917 i frantoi.Il numero di aziende attive raggiunge quota 267.203 unità.
Sono tanti i territori dell’olio extravergine in Puglia, per cui occorre sapersi orientare fra le diverse cultivar. Coratina e Ogliarola – che donano oli dal gusto intenso e deciso - sono le varietà più diffuse.
A nord, nella provincia di Foggia, nel Gargano, nella Daunia e nell’alto e basso Tavoliere, si coltivano anche la Peranzana, la Rotondella e la Gentile di Larino; qui troviamo oli ben caratterizzati dagli aromi varietali, che vanno dal leggero e scorrevole al medio corpo.
Andria, Canosa, Corato e Ruvo, nelle province di Bari e Bat, rappresentano il regno della Coratina che dà oli piuttosto fruttati e spesso piccanti. Patria dell’Ogliarola è invece Bitonto, con oli di finezza straordinaria, leggermente fruttati e con uno spiccato retrogusto di mandorla.
Verso sud-est, sino ai confini con i territori di Brindisi e Taranto, è invece la Cima di Mola a essere familiare. Infine il Salento, presidiato da estensioni notevoli di oliveti, nei quali frequentemente si trovano le cultivar Ogliarola e Cellina di Nardò.
La Puglia vanta ben 5 Denominazioni d’Origine Protetta: la DOP Terra di Bari – in termini numerici una delle più importanti dell’intero Paese – con le sottozone “Bitonto”, “ Castel del Monte”, “Murgia dei Trulli e delle Grotte”; la DOP Dauno, con le menzioni geografiche “Alto Tavoliere”, “Basso Tavoliere”, “Gargano”, e “Sub Appenino”; infine le DOP Collina di Brindisi, Terra d’Otranto, Terre Tarentine.


I dati I dati statistici riportati nei paragrafi dedicati alle si riferiscono alle stime di:
Marco Oreggia, Flos Olei 2017; Stime Ismea su dati Agea al 15 Febbraio 2017 (elaborazioni su dichiarazioni frantoi);
National Institute of Statistics, Service Institute for the Agricultural and Food Market on data from the Agency for Agricultural Payments.


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