La La Campania può vantare una storia olivicola molto antica e una struttura produttiva dalle grandi potenzialità. Nel Cilento, nella Penisola Sorrentina, a Paestum, ma anche in numerose altre aree della regione, la presenza storica dell’olivo è ampiamente documentata. La tradizione vuole che le prime piante fossero introdotte dai Focesi, nel IV sec. a.C. L’olivo domina il paesaggio nelle aree interne e svolge una funzione insostituibile nella protezione del suolo e nella conservazione dell’ambiente.
Nel complesso l’olivicoltura in Campania interessa una superficie di 75.748 ettari. A tale superficie corrisponde un patrimonio olivicolo di oltre 14 milioni 265.507 di piante, 112.093 aziende con 398 frantoi attivi, che nella campagna 2016/2017 hanno contribuito alla produzione di circa 7.346 tonnellate di olio.
Un elemento di grande importanza, che contribuisce all’affermazione dell’olivicoltura campana, è rappresentato dal patrimonio varietale della regione, che appare molto ricco e diversificato. In tutte le principali aree olivicole, infatti, sono presenti varietà autoctone di elevato pregio e spiccata tipicità: Ogliarola e Ravece, in provincia di Avellino; Ortice e Ortolana, in provincia di Benevento; Olivo da olio in Penisola Sorrentina; Asprinia, Tonda e Sessana in provincia di Caserta; Rotondella, Carpellese, Nostrale, Biancolilla e Pisciottana, in provincia di Salerno.
Ben cinque le DOP riconosciute dall’Unione Europea: Cilento; Colline Salernitane; Penisola Sorrentina; Irpinia - Colline dell’Ufita; Terre Aurunche.


I dati I dati statistici riportati nei paragrafi dedicati alle si riferiscono alle stime di:
Marco Oreggia, Flos Olei 2017; Stime Ismea su dati Agea al 15 Febbraio 2017 (elaborazioni su dichiarazioni frantoi);
National Institute of Statistics, Service Institute for the Agricultural and Food Market on data from the Agency for Agricultural Payments.


Contatti Unione
 
È POSSIBILE CONTATTARE L'UNIONE
Presso: -
Telefono: -
Fax: -
E-mail: -