183.102 ettari destinati all’olivicoltura – il 15,95% del totale nazionale – 23.560 tonnellate di produzione di olio extravergine di oliva, 136.243 aziende e 829 frantoi operanti. Questi sono i numeri che testimoniano il valore della Calabria, una terra che risulta essere tuttora uno dei patrimoni olivicoli più importanti del Mediterraneo, ove la coltura dell’olivo è databile almeno al XVI sec. a.C.
Le cultivar diffuse sul versante tirrenico lametino sono la Sinopolese, la Ottobratica e la Carolea; sul versante ionico, a nord troviamo la Dolce di Rossano e a sud la Grossa di Gerace; insieme a quest’ultima, nelle zone interne a nord di Cosenza, è familiare anche la Roggianella.
Attualmente la Calabria ha ottenuto la registrazione di tre Denominazioni d’Origine: DOP Alto Crotonese, nell’omonima provincia; DOP Lametia, in provincia di Catanzaro; DOP Bruzio, avente quattro menzioni geografiche: “Fascia Prepollinica”, “Valle Crati”, “Colline Joniche Presilane” e  “Sibaritide”, tutte in provincia di Cosenza.


I dati I dati statistici riportati nei paragrafi dedicati alle si riferiscono alle stime di:
Marco Oreggia, Flos Olei 2017; Stime Ismea su dati Agea al 15 Febbraio 2017 (elaborazioni su dichiarazioni frantoi);
National Institute of Statistics, Service Institute for the Agricultural and Food Market on data from the Agency for Agricultural Payments.


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