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185.914 ettari destinati all’olivicoltura, 23.560 tonnellate di produzione di olio extravergine di oliva nella campagna 2016/17, 113.907 aziende e 829 frantoi operanti. Questi sono i numeri che testimoniano il valore della Calabria, una terra che risulta essere tuttora uno dei patrimoni olivicoli più importanti del Mediterraneo, ove la coltura dell’olivo è databile almeno al XVI sec. a.C. Le cultivar diffuse sul versante tirrenico lametino sono la Carolea e sul versante reggino sono la Sinopolese e l’Ottobratica; sul versante ionico, a nord troviamo la Dolce di Rossano e la Grossa di Cassano e a sud la Grossa di Gerace; insieme a quest’ultima, nelle zone interne a nord di Cosenza, è familiare anche la Roggianella. La Calabria ha ottenuto la registrazione di tre Denominazioni d’Origine: DOP Alto Crotonese, nell’omonima provincia; DOP Lametia, in provincia di Catanzaro; DOP Bruzio, avente quattro menzioni geografiche: “Fascia Prepollinica”, “Valle Crati”, “Colline Joniche Presilane” e “Sibaritide”, a cui si aggiunge l’IGP Olio di Calabria che interessa l’intero territorio olivicolo calabrese.


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